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ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO L’UOMO DELLA SOFFERENZA: 'L'ostensione per il nuovo business'
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ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO L’UOMO DELLA SOFFERENZA: 'L'ostensione per il nuovo business'
02/06/2013
ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO L’UOMO DELLA SOFFERENZA
Corso Vittorio Emanuele, n° 169 – 10139 Torino
Telef. (011) 4477022 – 4475296 Fax (011) 4477022
Presidente avv. Francesco Traversi tel. diretto 335 8331613

L'ostensione per il nuovo business

San Giovanni Rotondo (Foggia) 21 4 2013 - Da tempo a San Giovanni Rototondo il pellegrinaggio si è ridotto ai minimi termini. Quei pochi pellegrini giunti in paese si recano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, che venne fatta costruire da padre Pio, con le offerte dei fedeli e consacrata nel 1959. Nella cripta venne costruito il luogo per la sepoltura di padre Pio. A seguito della morte del Santo, detto luogo è stato visitato da milioni di fedeli e facevano ritorno presso le loro abitazioni, con il pensiero di essere stati benedetti da Dio. Nel 2008 il vescovo D'Ambrosio e i frati esibirono l'ostensione di un manichino, con il volto di silicone, raffigurante il volto di padre Pio. Detta ostensione suscitò scandalo nel cuore e nell'animo dei fedeli. Soprattutto per la collocazione dei resti mortali nella tomba d'oro: che cosa hanno riposto nel sarcofago d'argento della cripta della tomba d'oro, tenuto conto che la raffigurazione del corpo, attribuito a padre Pio, aveva una lunghezza di un metro e ottanta, mentre padre Pio in vita era alto 1,66? L'Associazione Pro Padre Pio invita il vescovo Castoro e i frati di San Giovanni Rotondo dall'astenersi dalla volontà di procedere ad una nuova ostensione al fine di procurare nuova ricchezza nelle casse.
L'ufficio stampa
Trasferimento di Padre Pio nella tomba d'oro:
è un insulto alla povertà e alla memoria del Santo.

San Giovanni Rotondo (Fg) comunicato stampa ufficiale dell'Associazione Pro Padre Pio l'Uomo della Sofferenza Torino del 20 4 2010
Chi ha autorizzato, chi approvato, chi vuole, ha voluto trasferimento del simulacro raffigurante padre Pio da Pietrelcina, nel nuovo tempio che è un inno alla massoneria, (vedi studio scientifico condotto dal mensile cattolico Chiesa Viva n° 381 marzo 2006 inchiesta completa di 62 pagine) non ama padre Pio, che in vita ha chiesto "i frati vengono seppelliti al cimitero ed io voglio essere messo sotto terra" (dichiarazione del Santo tratta dal mensile ufficiale dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo "Voce di padre Pio" pag. 51 - febbraio 2005). Chi ama padre Pio non può umiliare il voto che il Santo fece in vita, quello della povertà, stipandolo in mezzo a 120 kg di oro, che è un offesa alla povertà, a tutti i poveri del mondo, a tutte quelle persone che in questo momento di crisi economica, vengono licenziate e vivono in gravi difficoltà economiche. La nuova tomba d'oro è un insulto a chi ama i poveri, è un insulto a padre Pio, che amava i poveri e i sofferenti. Chiunque approva il trasferimento è moralmente consapevole di andare contro il desiderio di padre Pio di essere seppellito sotto terra e non in una tomba d'oro in un tempio che è un inno alla massoneria. Ridoniamo a padre Pio il riposo eterno. Vi prego di non ammirare l'oro e di ritornare a pregare, affinchè il tempio venga purificato dalla massoneria, un passo avanti i frati lo hanno fatto il crocifisso sacrilego nella nuova chiesa è stato trasferito in cantina...ma le statue bestiali rimangono ad offendere la memoria del nostro amato padre Pio da Pietrelcina...E' una vergogna: la Chiesa ha tormentato padre Pio quando era vivo, e continua a farlo, quando costui è morto. I frati hanno mentito, quando dicevano che il trasferimento di padre Pio non sarebbe avvenuto, mentre stavano preparando la tomba d'oro che è un offesa per tutti i poveri del mondo, poi che dire del desiderio di padre Pio di essere seppellito sotto terra, i frati hanno calpestato anche questo desiderio di padre Pio. Noi dell'Associazione Pro Padre Pio, avevamo sempre affermato, che la riesumazione era il passo necessario per l'obiettivo finale: la traslazione. Papa Giovanni II non ritenenne necessaria la riesumazione come atto dovuto all'interno della Causa di Santificazione, invece dopo diversi anni dalla santificazione di padre Pio, un Vescovo ha deciso assieme agli attuali frati di caldeggiare una "riesumazione canonica", fuori tempo, solo ed esclusivamente per perseguire il raggiungimento della traslazione. Giorno 22 aprile 2010, nel tribunale civile di Foggia, si discuterà in una udeinza proprio di questo: della richiesta di un nipote del Santo, di restituire all'eterno riposo padre Pio da Pietrelcina. Abbiamo chiesto al Santo Pontefice i restituire la salma di padre Pio al suo sepolcro, e ci batteremo sempre in futuro per riportarlo nel suo luogo naturale: la sua tomba, quella che lui stesso ha benedetto in vita e che ha protetto la sua salma per 42 anni dopo la sua morte.
Giuseppe Saldutto Vice Presidente
IL CORPO DI SAN PIO PRESTO ESPOSTO ALLA VENERAZIONE DEI FEDELI - A GIUGNO LA CERIMONIA DI OSTENSIONE
SAN GIOVANNI ROTONDO 20 aprile 2013 - Una notizia clamorosa in concomitanza con il terzo anniversario (cadeva ieri) della traslazione del corpo di san Pio nella nuova cripta (19 aprile 2010) potrebbe arrivare dal convento cappuccino di San Giovanni Rotondo. E far contenti i milioni di fedeli del frate stigmatizzato sparsi in tutto il mondo. L’arcivescovo Michele Castoro ed i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo stanno valutando la eventualità di avviare un nuovo periodo di ostensione del corpo di san Pio. Una operazione che potrebbe finanche vedere la luce a breve. Addirittura si parla del 1° giugno. A San Giovanni Rotondo la notizia è avvolta da un comprensibile riserbo. Ma è vera. Quando a breve saranno sciolte le riserve e la notizia sarà resa ufficiale, si comprenderanno meglio i reali motivi di questa clamorosa operazione. Per il momento fioccano però diverse indiscrezioni. Esse parlano di arcivescovo e frati alle prese con lo studio di questa eventualità allo scopo di «accontentare» la incessante - e per tanti versi - pressante spinta di fedeli e gruppi di preghiera del mondo. Quest’ultimi desiderosi - ed il corposo numero di richieste fatte giungere in questi ultimi tempi in convento in tal senso lo sta a dimostrare - di (ri)pregare dinanzi al corpo visibile del frate con le stimmate. Come è stato già possibile del resto dal 24 aprile 2008 al 23 settembre 2009. In quell’arco temporale di diciassette mesi si registrò una affluenza record sulla cittadina garganica di dieci milioni di pellegrini. Tutti accorsi, a 40 anni dalla morte di Padre Pio, a venerare le sue spoglie visibili. Le spoglie del santo più amato dagli italiani, come ha certificato qualche tempo fa un sondaggio del settimanale Famiglia Cristiana. Ma potrebbe esserci sotto dell’altro. Sull’operazione ci sarebbe anche l’ok della Santa Sede. Che avrebbe dato il via libera all’operazione «ostensione bis», che i fedeli sperano sia invece «per sempre».
Fonte: Lagazzettadelmezzogiorno.
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