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L'Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme di Lucera risponde ad alcune polemiche
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L'Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme di Lucera risponde ad alcune polemiche
22/08/2013
Riceviamo e integralmente pubblichiamo una nota del Delegato della Delegazione di Lucera-Troia dell'ORDINE EQUESTRE DEL S. SEPOLCRO DI GERUSALEMME


Egregio Direttore,
considerato che il nostro precedente comunicato-stampa ha prodotto non solo qualche, a nostro avviso, sterile e puerile polemica, ma anche parecchi curiosi interventi non del tutto garbati e men che mai dotti – anzi al limite della gratuita offesa -; mi corre obbligo far comprendere ai Vs. attenti Lettori, ed a nostri comunque notevoli sostenitori ed ammiratori, che i Cavalieri e le Dame non solo procedono in processione con i loro mantelli, tocco e velo (non “mantiglia”; si ricorda che alle donne non è mai stato revocato l’onere di presentarsi in Chiesa e nelle Cerimonie religiose o dinanzi al S. Padre a capo coperto) perché così sono gratificati nel loro orgoglio. No. Innanzitutto essi fanno un annuale percorso di formazione cristiana continua; ma poi contribuiscono, con le “loro esclusive tasche”, al sostegno delle Opere Cristiane in Terra Santa. Non certo attingendo o gestendo fondi pubblici più o meno destinati ad opere di volontariato o simili attitudini; essi svolgono di fatto vero volontariato, senza alcun altro scopo, se non quello di consentire al Patriarcato Latino di Gerusalemme ed alla Custodia Francescana di Terra Santa di “custodire e conservare i Luoghi Santi”, perché in Israele di Cristiani ce n’è appena il 2% e sono in forte calo rispetto ad ebrei e musulmani, che, nonostante le forze di polizia, ben gradirebbero acquisire il tutto al loro patrimonio e distruggerlo come è avvenuto nei secoli passati.
Pertanto, benché amiamo non pubblicizzare questi nostri sforzi, pur è necessario far comprendere ai Lettori, per amore di trasparenza, che nel solo 2012 questa Delegazione, soltanto grazie al contributo personale dei suoi Cavalieri e Dame (senza precisare nomi o singoli benefattori), e con qualche contenuta raccolta nelle manifestazioni pubbliche svolte, ha inviato in Terra Santa, per il tramite dell’Ordine, la bella somma di oltre €.32.000,00#.
Inoltre nel giro di appena sei mesi abbiamo organizzato, sempre a nostra cura e spese, due Pellegrinaggi in Terra Santa, accompagnando oltre cento pellegrini, senza ricavarne alcun utile, anzi portando al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa un bel gruzzoletto (circa €.5.000,00#), che è andato ad aggiungersi a quello di cui ho detto prima.
Questo nostro impegno organizzativo ci ha consentito anche di ricevere dal Padre Custode di Terra Santa una Sacra Reliquia certificata della Grotta della Natività di Bethlehem, che porremo alla devozione di tutti nella nostra Chiesa di San Pasquale in occasione della prossima Festa della Madonna Regina della Palestina in Ottobre.
Circa poi l’uso delle nostre insegne e delle nostre divise, vorrei ancora una volta ricordare che il nostro è un Ordine – religioso innanzitutto, sì – ma di derivazione “militare”, che ha perduto tale specificità, mettendo solo da parte, e per ora qui da noi, la sua divisa, ma che conserva tale ricordo nel “trofeo militare” da cui pende la rossa Croce cosmica (le cinque Croci simbolo delle cinque Piaghe di Ns. Signore), trofeo voluto a tale scopo da San Pio X (di cui proprio oggi celebriamo la festività), Gran Maestro dell’Ordine per ben 7 anni agli inizi del secolo scorso.
Ve li immaginate Voi i carabinieri o i soldati senza divisa? O gli affiliati alle Confraternite senza i loro diversissimi e suggestivi abiti? O gli stessi boy-scout senza la camicia azzurra, senza pantaloncini, senza cappello, gagliardetti, nastrini e mostrine varie? O il Vescovo senza la talare e la Croce pettorale?
Sappiamo che non è lì la differenza, ma ciascuno indossa l’abito significativo del proprio ruolo e della propria specificità, ricordando che nei sacri testi pur sempre è detto “Laudate Dominum in sanctis vestibus ornati”. Particolarmente durante un sacro rito qual’è la Processione, che, è vero, non è una passerella, ma un momento di preghiera e di penitenza! Ed i fedeli sono raccolti ciascuno nelle Parrocchie, Associazioni, Confraternite od Ordini di appartenenza. Chi non ne ha segue la Sacra effigie. Chi non può (e sono pochi) e chi non vuole (e sono tantissimi) restano ai bordi delle strade e delle piazze a guardare, osservare e molto spesso solo a criticare; continuando a stare comodamente seduti dinanzi a Bar o Pub, bevendo o fumando; raramente a pregare.
Ma ciascuno è e deve essere libero di fare ciò che crede e come vuole.
Le nostre non sono medaglie, sono emblemi rievocativi dei pellegrinaggi svolti (a Roma nell’Anno Santo del 2000, a Gerusalemme, a Santjago, a Betlehem); oppure ricordano ai singoli componenti il grado di appartenenza ed il rispetto dovuto a chi quel grado ha conquistato con dedizione, e sacrificio personale, all’Ordine.
Infine: è evidente che un mantello costa anche poco in termini economici; ciò che costa è il “poterlo indossare”, che non ha importi valutari, ma solo capacità e volontà di servizio e di dedizione alla Terra Santa, in cui Cristo Nostro redentore è nato, vissuto, morto e risorto per tutti noi.
Ciascuno poi è libero di dedicarsi a queste o ad altre opere e magari con spirito di solidarietà e carità, ma questo è molto raro oggi in Italia. Ai più riesce più facile riempirsi la bocca di solidarismo e volontariato, ma si fa per dire, perché ormai quasi dappertutto è …. retribuito!

Comm. Avv. Raffaele Preziuso - Delegato della Delegazione di Lucera-Troia dell'E.O.S.S.H.

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Sede della Delegazione:
Via Spagnoletti Zeuli, nr. 9- 71036 LUCERA (FG)
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