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Alla Croce Blu di Lucera il lavoro supera il pregiudizio
Sociale
Alla Croce Blu di Lucera il lavoro supera il pregiudizio
29/02/2012
Alla Croce Blu di Lucera il lavoro supera il pregiudizio
http://www.studio9tv.com/zoom.asp?id=2178


Poco alla volta, nel pomeriggio di sabato 25 febbraio, la sala riunioni della LAV Croce Blu di Lucera si è gremita in ogni ordine di posto. L’occasione per affollarla veniva dalla presentazione dei risultati racchiusi nel progetto ‘Oltre Barriere’. A prendere per primo la parola è stato il presidente del sodalizio di viale Aldo Moro, Giuseppe Di Paolo, che ha ringraziato quanti sono stati artefici della promozione e della realizzazione del programma di interventi.
“Tutti siano diversamente abili, perché ognuno di noi manifesta il bisogno dell’altro. Speriamo di inserire i ragazzi più svantaggiati nel contesto socio-lavorativo, ma occorre l’apporto dei familiari, dell’associazionismo attivo e delle Istituzioni. Bisogna ridonare loro la dignità che meritano partendo dall’impiego lavorativo. La ditta Pubblisud di Lucera ha fornito l’apporto tecnico all’iniziativa progettuale, dopo il sì venuto dal sistema bancario CoGe, presieduto dal lucerino Antonio Carbone. La loro crescita, occupazionale e sociale, è la vittoria che inseguiamo come movimento associativo e come corpo sociale” ha concluso Di Paolo.
Poco dopo è stata la volta di Don Ciro Fanelli Vicario Generale della Diocesi Lucera-Troia: “La città deve essere orgogliosa, la Croce Blu è un fiore all’occhiello, perché il volontariato è sempre segno di un cuore grande. Lucera è una città d’arte, ma soprattutto solidale, i segni della civiltà dell’amore li portiamo nel patrimonio genetico comune. La nostra cittadina ha come patrona la prima volontaria dell’umanità: l’Assunta, che prima di pensare a se stessa, ci ha insegnato a prenderci cura del prossimo. I disabili, sono proprio come noi e hanno bisogno di noi, in quanto persone e per il loro contesto familiare. La famiglia è la prima cellula della società, ma è anche bisognevole di aiuto. Il volontario è colui che dà a prescindere dal ricevere, anche se si ottiene comunque in ricchezza umana e in interiorità. Il percorso progettuale ha arricchito i giovani che vi hanno preso parte e, soprattutto, coloro i quali gli sono stati accanto. Ricordiamocelo: “fare del bene fa bene!” e in noi germina il frutto della gioia e della spontaneità del dono. Così facendo ci si arricchisce, come ha saputo fare la ‘Croce Blu’, rendendo fertile il territorio. Bisogna avere gli occhi per scoprire le nostre ricchezze, sul piano interculturale e multirazziale. Lucera e i Lucerini sono capaci di crescere in umanità: volesse il cielo che in ogni angolo della nostra comunità vi fosse un luogo protetto come quello realizzato in questa sede.” Così il parroco della Cattedrale lucerina.
A seguire è giunto il turno dell’avvocato Massimo Garavelli che, da socio fondatore della LAV Croce Blu, nata il 1 febbraio 1993 e iscritta all’albo delle associazioni di volontariato pugliesi ha ripercorso le tappe salienti di un cammino quasi ventennale.
“Nove anni fa festeggiammo il nostro primo decennale di vita, oggi posso dire che molto è stato fatto. Tra le nostre attività, il Programma Nazionale Asilo con il piano operativo ‘Lucera Solidale’, finanziato per cinque anni dal Ministero dell’Interno. Abbiamo accolto le donne vittime di violenza con i progetti ‘Roxana’ e ‘Roxana 2’ e aperto un centro di prima accoglienza per immigrati extracomunitari, fino a giungere all’intervento concluso oggi. Si era deciso di mettere a frutto il laboratorio di serigrafia, finanziato con un importo di 28mila e 500 euro, e una durata effettiva di diciotto mesi a beneficio di 10 soggetti diversabili. È necessario ed auspicabile che, i soggetti coinvolti, formino una cooperativa sociale di tipo ‘B’ per dar seguito al progetto legato alla realizzazione di un’officina serigrafica.
Anche il ragionier Francesco Ienco, segretario amministrativo del progetto, è parso emozionato e, talvolta, anche commosso: “Per noi, oggi, è tempo di bilanci, ma non sul piano delle cifre e dei numeri. La disabilità va rimossa dalle nostre menti e dai nostri cuori. Di ognuno di voi serberò un ricordo indelebile: la diversità è solo un elemento della vita umana, che in fondo appartiene a tutti noi, quando non accettiamo una parte di essi. Grazie agli operatori, ai volontari e soprattutto i corsisti. Abbiamo avuto la forza di risanare e ripartire dal sociale offrendo ospitalità alla Croce Rossa Italiana e all’Associazione Alcolisti Anonimi. Ringrazio, in particolare, Fabio Quitadamo e Marcantonio Carbone per la disponibilità dimostrata in ogni momento.”
M. P., una delle persone impegnate nel progetto ha intenerito l’intera platea per aver appreso nozioni e tecniche utili alla crescita sul piano professionale. “Vogliamo continuare a crescere per integrarci al meglio nel contesto produttivo e occupazionale” ha detto.
Anche Eleonora Dotoli, in rappresentanza della Croce Rossa che a Lucera opera da dodici anni a questa parte, ha largheggiato in cenni di complimento all’organizzazione e ai ragazzi impegnati sul campo: “Quando abbiamo appreso del progetto ne abbiamo condiviso intenti ed obiettivi, fedeli al motto ‘fare di più, fare meglio, ottenere un maggior impatto’ com’è stato anche grazie a questo tipo di azioni mirate e ben riuscite”
Il sodalizio ‘Folkanima’ si è espresso con parole scarne ma pregne: “Abbiamo trovato la disponibilità della ‘Croce Blu’, grazie a cui ci è stato consentito di scoprire una realtà troppo spesso sconosciuta, ma che merita attenzioni crescenti e diffuse”.
Antonio Carbone, a sua volta, ha manifestato la propria soddisfazione per le attività sovvenzionate, a Lucera, dal CoGe di cui è presidente. “Se sono stati approvati e sostenuti tre progetti, sui 74 totali, da parte di altrettante realtà associative è per la loro validità. Ne parlo, plaudendo a chi ne è stato progettista e artefice, anche in ragione dei miei ventiquattro anni di permanenza, per studio e per lavoro, in Toscana. Il sistema del volontariato, in Puglia, si compone di 1.200 realtà iscritte e 2.000 non iscritte per le quali lavorano 24.000 elementi. Voglio augurarmi che progettualità come ‘Oltre Barriere’ non si esauriscano allo scadere dei finanziamenti. Dal Ministero per le Politiche Sociali abbiamo appreso che, con ogni probabilità, solo il 40% delle progettualità in corso, oppure in fase conclusiva, saranno sostenute con nuovi stanziamenti. Il 6 marzo avremo un confronto con la Ministro Elsa Fornero e gli istituti bancari per allentare la stretta del credito, imposta dalla crisi al terzo settore. Ciononostante l’aiuto per gli umili e gli ultimi non deve venire meno. Si tratta di un inizio e di un tracciato, in continuità ma non di un momento finale, andiamo avanti e aiutiamo ad andare avanti, soprattutto quando si riscontrano eccellenze e buone pratiche nel lavoro. I soldi sono l’ultimo degli aspetti in campo, occorre garantirsi la presenza, il sostegno e l’operato della gente impegnata per altra gente.”
La dottoressa Arianna Pedone, psicologa, ha parlato in rappresentanza del Centro di Igiene Mentale presso l’ospedale ‘Francesco Lastarìa’ di Lucera. “Non basta prestare cure con i soli farmaci o con le terapie, si cerchi di ripristinare il diritto di cittadinanza, in modo da ridurre lo ‘stigma’, ovvero le reazioni della società basate su stereotipi e convenzioni rispetto alla malattia mentale. L’opera da mettere in piedi appartiene alle Istituzioni lavorative, alla formazione professionale, al lavoro protetto, alle cooperative di tipo ‘B’. I progetti ‘Alba’ e ‘Nuovi Orizzonti’, realizzati con la cooperativa Europa e il gruppo ‘Appartamento L’Aquilone’, ne sono un esempio. Con questo iter formativo speriamo di aver accompagnato i nostri ragazzi ad una tappa nel tragitto verso l’uscita dal tunnel della patologia mentale. E non dobbiamo pensare di aver concluso il nostro impegno. Ringrazio, chi ha messo in gioco le sue risorse, pur di contribuire ad un risultato corale che, in qualche modo, li ripaga degli sforzi compiuti.”
A chiudere l’evento ci ha pensato l’Assessore comunale Andrea Bernardi: “Il mio è un pensiero, che affonda le radici nell’essere uomo, non soltanto politico e amministratore. Non parliamo di ragazzi sfortunati, ma di persone baciate dalla fortuna di aver incontrato sulla loro strada uomini magnanimi, come Peppino Di Paolo e i suoi collaboratori. È loro che dobbiamo ringraziare, uno ad uno.”
L’appuntamento ha conosciuto il suo epilogo con la consegna degli attestati di merito ai partecipanti ai quali è riuscito di concludere l’impegno formativo di un anno e mezzo, 10 su 20, che oltre ad una cornice cartacea hanno messo un piede, il primo, nel mondo del lavoro.
Costantino Montuori
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